Oggi giorno terzo di sole splendente, fin dal mattino prestissimo(h 6 la sveglia, come al solito). Sarà che il nostro organismo si sta ambientando in questo vecchissimo mondo oppure che la temperatura sta effettivamente salendo noi sentiamo sempre meno freddo sia alla mattina che alla sera (invece il mio italiano sta peggiorando in favore del mio English).
Solita colazione mozzichi e caffè bollente rovesciato giù in gola ad ustionare la trachea e via di corsa sul nostro truck mimetico verso il Masai Mara , io e papà siamo sempre gli ultimi a
salire a bordo! Ah stamattina prima di partire abbiamo scattato qualche foto di gruppo come ricordo.
In savana abbiamo visto una piccola giraffa che beveva il latte dalla mamma, una fila di leoncini e leonesse che ci ha attraversato la strada e finalmente il mitico, elusivo, difficilissimo to see Leopard! La nostra abile ed esperta guida, Paul, ci ha condotti in una FORBIDDEN AREA of the Masai Park, vietata cioè ai turisti e probabilmente riservata ai quei
ricercatori che vanno lì per fare riprese professionali o che comunque seguono un qualche progetto. Così dopo esserci addentrati un bel po’ in zona selvaggia e non battuta dagli altri 1.000 trucks che vagano per il Park siamo arrivati di fronte ad un alberello sul quale era stato appeso un resto di un piccolo antilope come esca…….non abbiamo dovuto aspettare nemmeno 2 minuti che eccoti spuntare, sempre ben nascosto tra le fronde, uno splendido esemplare di Leopardo giovane.
Con l’occhio close-up della mia telecamera ho potuto inquadrare il Leo salire rapidamente sull’albero (molto rapidamente, quasi un balzo) e poi addentare la preda con fauci bramose. Ho visto i suoi splendidi occhi celesti come il cielo d’Africa scrutarci mentre noi stranieri violavamo il suo furtivo pasto. Dopodiché siamo tornati al campo verso le 10 e lì abbiamo fatto quella che il nostro simpatico Scottish friend chiama BRANCH= Breakfast+Lunch , abbiamo avuto un paio di ore to rest (io ovviamente no). In queste 2 ore infatti, io e papà siamo quasi riusciti a comunicare con tre bellissime ragazze Masai che passavano dietro le nostre tende con le loro greggi al pascolo. Ho detto quasi riusciti a comunicare, perché loro parlavano solo Swaili cosi noi, libretto con frasi fatte alla mano e via! Come ti chiami? E loro: nomi strani e impronunciabili, poi, “quanti anni hai?” Una circa 25 anni, le altre 20 e 16; attorno a loro sorridevano e gironzolavano un po’ di bimbi figli loro (ovviamente!). Vestivano drappi coloratissimi, erano alte, magre e con dei volti stupendi, papà ha provato a fare loro un complimento dicendo “you are beautiful I want you for Wife “ in un inglese molto essenziale per farsi capire e me sa che ha fatto una figura da matusa provolone perchè WIFE l’hanno capito, ma un po’ distorto!!!Insomma tra una chiacchiera in Swa e una in English alle 13 circa senza manco sdariarsi un minutino siamo ripartiti
Pubblicato ilsettembre 15, 2004
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