Ritorno a Nairobi

Pubblicato ilsettembre 16, 2004

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Ci siamo alzati un po’ più tardi, l’alba (sunrise) era bellissima, con calma mi sono lavato al rubinetto e preparato. Abbondante breakfast a base di uova e salsicce, pane caldo imburrato, caffè, papaia; ci siamo preparati i panini per il lunch da noi poi saluti  e complimenti di rito al personale Masai del campo e via.cucina

Per il ritorno entriamo dal Talek gate, percorriamo il parco  vedendo animali ma senza soste e senza uscire mai dalla nostra via, usciamo a Sekenani gate, incontriamo molti villaggi e maniatte ma tanto deserto, la pianura di bush e piccoli alberi di acacia, quasi sempre deserta, di tanto intanto bestiame. La strada è buona fino al villaggio di Ewaso ngiro dove ci fermiamo a un caffè per via, annesso il duka con souvenir e toilette. Dopo la strada diventa orribile, non si possono prendere appunti e nel truck fa freddo per il vento nonostante il maglione e il k-way.

villaggio-prima-di-narokCi fermiamo di nuovo a Narok per il carburante, la cittadina è pittoresca e animatissima, scendo per visitare il mercato ma tutti hanno fretta così rinuncio.

Dopo Ndulelei incontriamo magri campi di mais e stoppie di campi di grano poi estesi campi di grano da mietere con la caratteristica che ci sono in mezzo le acacie africane  e li fanno tanto diversi dai nostri.

Passiamo un villaggio a sinistra graziosissimo, con laghetto, brulicante di mandrie ordinate di buoi e capre guidate da colorati pastori Masai, carretti con asinelli.

Poi giù verso la Rift Valley bush e acacie striminzite, campetti di mais, sparse capanne (lo scenario dove abbiamo fatto sosta per il pranzo all’andata. La strada è migliorata, sensazione di grande flat desolato e arido, in fondo tutte montagne, ovunque si innalzano volute di fumo fumo? Poi scoprirò si tratta di tempeste di polvere, correnti ascendenti che creano mulinelli di polvere verso l’alto e sembrano fumi di falò accesi. Si incontrano zebre bestiame e capre misti, poi capirò che stiamo passando l’hells national park. Passiamo il SUSWA CENTRE, un villaggio, di nuovo savana, vicino il Logonot a sinistra e il Susua mount a destra.

Sosta a Junction KIJABE NAROK dove ci saluta un camion carico di neri. Poi su per l’escarpment con sorpassi mozzafiato ad una miriade di truck pesanti, lenti, fumosissimi.

Arriviamo all’hotel con ansia perché all’ultimo mi sono ricordato di prepararmi, prendiamo la camera è più bella dell’altra volta, al primo piano. Riusciamo per acquistare candele, rollini, batteria fotocamera, ci aiuta a cercare quest’ultima un nero che lavora in un negozio di ottica. Sbrighiamo tutte le faccende ci divertiamo anche un po’ a conoscere Nairobi inoltre passiamo anche molto tempo in un cyber caffè a mandare email e per tentare di telefonare a Doretta; a cena azzardiamo una passeggiata a piedi di notte per e da un ristorante cinese distante poche centinaia di metri dal Terminal.

Pubblicato in: Il diario