Partenza ore 10 a.m. da Nairobi dopo essere passati alla Ethiopian airlines per vedere se potevamo cambiare il biglietto. Iniziamo a trottare verso nord, man mano che saliamo il paesaggio cambia, diventa sempre più lussureggiante e ricco di verde, fino ad esplodere in una natura TROPICALE ed EQUATORIALE, sembra la foresta dell’Amazzonia. Si susseguono BANANI uno sull’altro, jungla a non finire, lungo la strada file di altissimi Eucalipti danno un ordine simmetrico e fanno da cornice alla vegetazione selvaggia che si intreccia nello interno. Saliamo sempre di più verso gli altipiani che costeggiano il Mount Kenia avvolto da una nube densa e grigia.
Man man o che saliamo la vegetazione diminuisce, sugli altipiani lunghe distese di campi coltivati a grano e piccoli centri abitati spruzzati di colori accesi ognuno con i propri prodotti in bella mostra.
La strada che stiamo percorrendo si chiama EAST AFRICAN HIGH-WAY , ma non ha nulla a che fare con un’autostrada, nonostante tutto non è malaccio, è pure asfaltata.
Superato il Monte kenia arriviamo a NANYUHKU il centro più importante della zona, situato proprio sopra l’equatore, ci fermiamo per una pipì 20 km dopo ci sarà Isolo dove finisce la strada buona e inizia il brecciolino, ma mantiene il nome altisonante che ho detto sopra (East afr…..HIGH).
Mentre ci muoviamo oltre l’equatore incontriamo una pioggerellina che ci lasciamo alle spalle andando verso il bel tempo. Entriamo nelle SAMBURU LANDS.
Ritorna l’arsura geografica, sterpaglia, polverone, terreno non più rosso sanguigno come nella foresta, ma sabbia e cespugli di rovi. Verso le 19.15 entriamo nella SAMBURU NATIONAL RESERVE, facciamo un mini game (ci addentriamo per 20 kms nella riserve per arrivare al nostro new camp) vediamo una famiglia di elefanti che esce dal fiume EWASO NGIRO, questo fiume attraversa tutta la riserva arricchendola di una fitta vegetazione che si stende lungo tutto il suo fluire tra le terre arid,e mettendo in evidenza con una striscia di verde il suo corso.
Così arriviamo al luogo dove la Gametrackers agency ha predisposto un camp stabile molto bello e suggestivo delimitato da una decina di tendone in cerchio.
Il luogo è splendido nonché pittoresco, vi sono delle panchine messe a cerchio attorno ad un fuoco, il tutto nella riserva accanto al fiume!
Il rischio animali difatti e molto alto, le doccie sono un pò fuori mano e ovviamente fredde, ma magiche, attaccate ad un albero secolare e chiuse in fatiscenti cabine le cui porte scricchiolano e sventolano al venticello mentre ci facciamo una rapida doccia notturna (comunque sono circa le 7).
Appena arriviamo ci vengono ad accogliere due minuscoli DIK DIK che scappano terrorizzati, vediamo uno dei tramonti più belli visti sin’ora.
Ceniamo attorno al fuoco mentre Daniel un ragazzo Samburu che ora sta facendo la notte sveglio fuori dalle tende a per tenere gli animali lontani (possiede solo la sua lancia samburu piantata sul terreno vicino ad un albero) , suona uno strumento tradizionale Samburu e canta un canzone tipica con una voce antica che ha il sapore delle ere passate rimaste invariate in questo canto e portate a noi . Registro il pezzo con la telecamera e mi faccio trascrivere il testo in samburu e poi in inglese. Lo strumento lo ha costruito lui a mano, segue una scala pentatonica.
L’atmosfera è magica, mitica, surreale, io e papà ci pizzichiamo più volte le guance perché ci sembra tutto un bel film country.
I nostri nuovi compagni di game sono : Federico spagnolo, una coppia Nancy e Frank lei di Nairobi lui Belga, domani arriverà un altro compagno.
Dopo cena tentiamo di guardare le stelle per cercare la Cruz del Sud ma come al solito è già tramontata,in compenso Daniel ci indica la posizione dello Scorpio e ce ne andiamo a dormire soddisfatti.
Domattina sveglia alle 6. LALA SALAMA

Pubblicato ilsettembre 17, 2004
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