Sono solo, Rae è al villaggio con Nicos, gli altri sono già tutti nelle loro huts.
Sono sulla riva del lago per la mia ultima notte sul Turkana; questo era l’obbiettivo remoto da raggiungere in qusto viaggio; da domani inizia la discesa, il ritorno.
Il vento soffia deciso ma non fortissimo, si sta bene, nel cielo con qualche nuvola splendono la luna e fioche stelle, innanzi a me la immensa distesa del lagocompletamente buio, le rive e tutto intorno a me fin dove lo sguardo può spaziare completamente buio. Spengo volutamente la torcia e guardo a lungo intorno a me, neanche un lumicino, anche Loyangalani non ha luci visibili, allora penso che questo posto appare ai miei occhi uguale a 1000 10000 , 100000 anni fa e capisco cosa vuol dire ascoltare il silenzio dei millenni: questo vento, questo buio, questi contorni, questi profili intorno al lago erano gli stessi di ora, sto vedendo una registrazione del passato. Tutto intorno per centinaia di silometri il deserto…. È stato veramente un grande viaggio, una grande avventura.
Stamane abbiamo dormito un po’ di più e poi dopo aver atteso che il vento calasse (cosa che secondo me non ha fatto) con un capace boat ci siamo diretti alla baia degli El Molo.

La traversata dopo i primi spruzzi sgradevoli è stata piacevolissima, il lago è deserto, tutto increspato da piccole creste bianche di spuma; abbiamo anche dato un passaggio ad un pescatore (ho
notato che molte famiglie vivono anche sparse nel bush che qui è più che altro una pietraia). Abbiamo circumnavigato l’isola southern per un breve tratto e abbiamo incontrato sulla riva vari coccodrilli, oltre che moltissimi pellicani, egrette,aironi e cormorani. Poi la visita agli El Molo, un piccolissimo villaggio, solita scena si pagano 300 KES ad ognuno di noi si affianca anzi si appiccica un accompagnatore, giurando che abbiamo già pagato e che non si deve pagare, ma alla fine “ricordati di me, per mangiare” e altre “pietoserie” 100 KES insomma.
E’ l’occasione come sempre di fare foto, scelgo donne sposate e poi ragazzine da marito (non sposate) ci sono anche tanti bambini, visito una specie di loro bottega, dove in un ambiente con i letti ci sono sacchi, uno di zucchero, uno di mais ed altri generi di prima necessità. La popolazione è simpatica e ci assale per venderci i loro souvenir, mi circondano, chi mi mostra vertebre fossili, chi denti di coccodrillo,collanini, collari, cucchiai di legno, ciotole, faccio lo spiritoso , tratto come un arabo, mi diverto,loro sorridono alle mie bassissime offerte. Compriamo, Raffaella sceglie, decide, io tratto il prezzo, 2 collari, 800 o 700 più due collane con denti di coccodrillo(300), non riesco a spuntare il mio prezzo per un collare più bello e ce neandiamo.
Traversata piacevolissima, il vento si è veramente calmato, tentiamo anche la pesca alla traina; navigando incrociamo da vicino un dow di pescatori, vediamo anche singoli individui o coppie di ragazzini che navigano su una sorta di zattera costituita da tre o quattro tronchi legati assieme, ove quello centrale è lasciato più lungo per conferire alla zattera un a punta rastremata, quando poi io e Raffaella sbarchiamo in prossimità del ns. campo, passeggiando sulla riva in un bagno di sole e di immensa pace ne troviamo una abbandonata in secca.

Il pomeriggio in relax al campo, che significa bagnarsi ogni dieci minuti alla zona protetta del lago, sensazione meravigliosa di frescura o di fresh water; in una delle tante abluzioni Rae in lontananza vede una leonessa, anch’io ho questa sensazione ma non può essere vero.
Illago è calmo, la luce è bellissima, tutto è deserto ma a guardare bene ogni tanto si vede un bambino con capre, un turkana in lontananza, piccoli puntini che camminano, camminano in un presepio di solitudine; quando ci chiamano per assistere alle danze quasi ci dispiace di lasciare quelle sensazioni.
LA DANZA
Saliamo su un pianoro poco distante dal campo, da dove lo sguardo può spaziare completamente sul lago, in ogni direzione. Sono arrivati in tanti, saranno una ventina tra giovani donne, bambini, ragazzi vigorosi e due o tre vecchi bellissimi, da ritratto, che comandano la danza. Cantano canzoni che ringraziano per le frutta trovate in abbondanza in un posto lontano e portate a casa a chi ne aveva necessità, parlano di.. corteggiamenti…
Anche noi, Rae per prima, siamo coinvolti nella danza, le donne scelgono e si salta insieme toccandosi le braccia; un’altra danza è chiaramente di significato corteggiatorio-sessuale: l’uomo salta e tenta di avvicinarsi alla donna con il bacino spinto in avanti, la donna salta e scappa, l’uomo la insidia di nuovo. E’ faticoso ballare ma gli intervalli sono frequenti: uno dei danzatori emette un trillo, tutti insieme gridano ahhhh!!!!!e stop tutti insieme (il segreto dello stop sincronizzato sta nel trillo preparatorio)
Ormai il sole è tramontato, questi Turkana sono solo ombre ma continuano a danzare anche dopo che i turisti se ne sono andati (eccetto noi) il che significa che si divertono. Vengono non dal villaggio, ma vivono in una valle vicina xomo oppure omo, prima della cena verranno al camp per l’ultimo saluto e l’ultima danza insieme
Pubblicato ilsettembre 22, 2004
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