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	<title>Whiteafricans's Weblog</title>
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	<description>Blackhearted Muzungu</description>
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		<item>
		<title>Un imprevisto</title>
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		<comments>http://whiteafricans.wordpress.com/2004/09/23/132/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2004 22:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>whiteafricans</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario]]></category>

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		<description><![CDATA[MARALAL 23 settembre 2004 Stasera gran lusso, invece del campeggio abbiamo scambiato la tenda con una comoda BANDA, casetta tipica fatta di legno dotata di ogni comfort per i turisti. Ma procediamo con ordine. Partenza questa mattina dal nostro camp-hut vicino Loyangalani alle ore 8 puntualissimi, il solito vento agita il Lake Turkana e ci [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=132&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">MARALAL 23 settembre 2004 </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Stasera gran lusso, invece del campeggio abbiamo scambiato la tenda con una comoda BANDA, casetta tipica fatta<span> </span>di legno dotata di ogni comfort per i turisti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Ma procediamo con ordine.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Partenza questa mattina dal nostro camp-hut vicino Loyangalani alle ore 8 puntualissimi, il solito vento agita il Lake Turkana e ci schiaccia contro la strada sassosa, tira dal Mount Kulal.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Dopo circa 15 mins di viaggio in direzione opposta a Loyangalani il fuoristrada arranca sui sassi<span> </span>le ruote si affossano e non vanno avanti sulla scia dei precedenti mezzi<span> </span>(uno ogni due giorni o forse meno ), non c’è strada, ma solo sassi. Ingaggiamo la trazione integrale niente da fare, allora Nicos fa retromarcia e tenta un&#8217;altra via ad una pendenza forse minore, ma con sassi più piccoli e infatti ci incastriamo ancora di più<span> </span>e le due ruote destre del fuoristrada (la parte in pendenza verso il lago) si affossano a metà , siamo in un oceano di sassi e null’altro.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-family:'Times New Roman',serif;font-size:12pt;" lang="IT"><img class="aligncenter size-medium wp-image-134" title="fuoristrada-sul-turkana-little1" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2009/01/fuoristrada-sul-turkana-little1.jpg?w=300&#038;h=193" alt="fuoristrada-sul-turkana-little1" width="300" height="193" /> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Dopo circa un ora di spinte e piccoli tratti senza risultati ( ce la siamo vista brutta e stavolta non era un Game!) mettiamo sotto le ruote delle piste di ferro<span> </span>che il fuori strada ha attaccate nel retro e finalmente riusciamo a fare uscire il fuoristrada dalla fossa e a farlo partire, senza di noi che per alleggerirlo eravamo scesi tutti, infatti ci dobbiamo fare un km circa a piedi sul tratto a rischio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Sudati e impolverati ma felici e soddisfatti come se avessimo vissuto la più eroica avventura della nostra vita risaliamo a bordo re ripartiamo in direzione SOUTH HORR.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Man mano il paesaggio cambia di nuovo lasciandoci alle spalle<span> </span>il paesaggio lunare nel mezzo del quale il nostro Lago di Giada<span> </span>troneggia sovrano e con esso le sensazioni di cui era stato testimone, con tristezza ci lasciamo dietro il suo vento furioso e caldo, cambiamo zona, cambiamo clima, cambiamo pelle. Ci inerpichiamo su strade tortuose e rocciose e pian piano torniamo in Savana, arriviamo a SOUTH HORR alle 12 c.ca. Il paesino è delizioso molto fiorito, arriviamo all’uscita dei bimbi dalla scuola e una moltitudine coloratissima si riversa sulla via al nostro passaggio. Siamo praticamente in un villaggio nel bosco, non fitto ovviamente, ma fresco e dalla ricca vegetazione.Vi sono dukka e orticelli con rivi di acqua e soprtattutto<span> </span>rigogliose Bouganvillee di tutti i colori.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Stiamo giusto il tempo di una Soda e di un MANDAZI (donut salata ) poi ripartiamo di corsa perche siamo in ritardo sulla tabella di marcia.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Passiamo per Barangoi dove ci fermiamo a comprare il pane e nel nugolo di bimbi che assale la nostra vettura come di consueto per chiederci un qualsiasi bene incontriamo una bambina con una mano mal medicata che le ha fatto una brutta infezione , Remì (France) e Federico (spain) le medicano la ferita e le lasciano una boccetta di tintura di iodio e le spiegano come e quando applicarlo. Andiamo via, ma ci fermiamo subito all’uscita del paese per un rapido Lunch.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Apparecchiamo tavolini e tagliere come di consueto e in un ora siamo sazi e pasciuti, anzi prosciutti.<br />
L’atmosfera è delle migliori, il gruppo è molto armonioso, sono tutti molto simpatici, soprattutto Remi e Federico che prendiamo in giro dicendogli che stasera avranno la loro prima luna di miele, ridiamo e ci facciamo scherzi da classe in gita.<span> </span>Ma poiché sono le 15.30 e Maralal è ancora molto lontana ripartiamo al volo imbrachi di Maracuja (fruit de la pasion).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Continuiamo a salire e dalle montagne della Samburu land percorriamo un grande altipiano verde e rigoglioso.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Ci inerpichiamo fino a 2.500 mts , incontriamo un adorabile paesino di montagna chiamato MARTI, lo attraversiamo, salutiamo tutti con la manina e continuiamo a salire mentre la temperatura continua a scendere.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Poi dopo essere arrivati al punto massimo, (da cui si gode una vista strepitosa, anche troppo<span> </span>alta!) cominciamo a scendere e ci spiega Nicos che stiamo percorrendo uno dei tratti più pericolosi che ci siano in Kenia e infatti per strada troviamo pezzi di camion rotti e una sponda ribaltata da un lato a testimonianza di ciò.<span> </span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">La sera a proposito Nicos ci dirà (solo la sera a pericolo scampato!) che lui stesso anni addietro ha rischiato molto<span> </span>durante un safari ha perso il controllo del mezzo per il terreno scivoloso e si sono salvati soltanto grazie al rimorchio che si è puntato a terra.!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Si fa notte continuiamo la discesa verso Maralal, arriviamo in paese che è notte fonda, ma in realtà sono massimo le 19.30.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Parcheggiamo e io papà e Nicos andiamo dal calzolaio a portare ad aggiustare le scarpe che papà si è rotto la mattina durante l’imprevisto sul Lago.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Maralal è bellissima, piena di lucine (siamo tornati alla civiltà relativa s’intende), sembra un presepe dice papà, tanti negozietti, strada sterrata ovviamente, gente per strada, musica da qualche macchina parcheggiata, c’è molta vita, anche Malavita, infatti i soliti plastic i quali ormai siamo avvezzi a riconoscere circondano la macchina e qualcuno riesce a vendere una simil lancia Masai all’andaluso a 500 KSH che non è male.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Andiamo al camping e vista l’ora tarda e che siamo stanchi e infreddoliti e che la differenza da pagare e poca decidiamo di concederci il lusso della sistemazione in Banda anzichè in tenda.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Così ci prendiamo 3 double room, una per Remì e Federico (così la presa in giro prolifica!)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">e ci facciamo una soddisfacente doccia calda, ma a differenza del Turkana la temperatura ambiente qui è assai più bassa dell’acqua. Dopodiché ceniamo a lume di brace e luna in un punto barbecue nel camping.Chiacchiere solite su tutto e niente, risate si sta proprio bene insieme, ci piaciamo e ci stiamo tutti molto simpatici , anche Nicos ha superato completamente il suo iniziale distacco<span> </span>accompagantore-cliente e sempre più a suo agio ci narra ogni sera storie nuove di vita vissuta con un modo di raccontare vivace e coinvolgente(farfallino). Mi cattura e mi incuriosisce allo stesso tempo, credo sia la sua doppia nazionalità che conferisce al suo modo di raccontare tale dote, ha in sé l’intensità dello swaili e la lucidità precisa (sharpness) come una lama dell’ inglese.<span> </span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Verso le 23 porto la telecamera a ricaricare in reception e me ne volo a letto nella banda calda ed ospitale tutta in legno scuro, mi tuffo in un lettone con una coperta a fantasia masai ossia a<span> </span>scacchi rossi e blu. Scrivo il diario poi spengo la luce e dormo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">BUONA NOTTE</span></span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/whiteafricans.wordpress.com/132/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/whiteafricans.wordpress.com/132/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/whiteafricans.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/whiteafricans.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/whiteafricans.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/whiteafricans.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/whiteafricans.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/whiteafricans.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/whiteafricans.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/whiteafricans.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/whiteafricans.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/whiteafricans.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/whiteafricans.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/whiteafricans.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/whiteafricans.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/whiteafricans.wordpress.com/132/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=132&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>LAGO TURKANA: IL LAGO DI GIADA</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2004 13:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>whiteafricans</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario]]></category>

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		<description><![CDATA[  Sono solo, Rae è al villaggio con Nicos, gli altri sono già tutti nelle loro huts. Sono sulla riva del lago per la mia ultima notte sul Turkana; questo era l’obbiettivo remoto da raggiungere in qusto viaggio; da domani inizia la discesa, il ritorno. Il vento soffia deciso ma non fortissimo, si sta bene, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=89&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-85 aligncenter" title="panorama-lago-turkana" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/panorama-lago-turkana.jpg?w=594" alt="panorama-lago-turkana"   /> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span lang="IT">Sono solo, Rae è al villaggio con Nicos, gli altri sono già tutti nelle loro huts.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span lang="IT">Sono sulla riva del lago per la mia ultima notte sul Turkana; questo era l’obbiettivo remoto da raggiungere in qusto viaggio; da domani inizia la discesa, il ritorno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span lang="IT">Il vento soffia deciso ma non fortissimo, si sta bene, nel cielo con qualche nuvola splendono la luna e fioche stelle, innanzi a me la immensa distesa del lagocompletamente buio, le rive e tutto intorno a me fin dove lo sguardo può spaziare completamente buio. Spengo volutamente la torcia e guardo a lungo intorno a me, neanche un lumicino, anche Loyangalani non ha luci visibili, allora penso che questo posto appare ai miei occhi uguale a 1000 10000 , 100000 anni fa e capisco cosa vuol dire ascoltare il silenzio dei millenni: questo vento, questo buio, questi contorni, questi profili intorno al lago<span>  </span>erano gli stessi di ora, sto vedendo una registrazione del passato. Tutto intorno per centinaia di silometri il deserto…. È stato veramente un grande viaggio, una grande avventura.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span lang="IT"> Stamane abbiamo dormito un po’ di più e poi dopo aver atteso che il vento calasse (cosa che secondo me non ha fatto) con un capace boat ci siamo diretti alla baia degli El Molo.</span></p>
<p><img class="size-full wp-image-91 alignleft" title="ragazza-el-molo-bella" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/ragazza-el-molo-bella.jpg?w=594" alt="ragazza-el-molo-bella"   /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span lang="IT">La traversata dopo i primi spruzzi sgradevoli è stata piacevolissima, il lago è deserto, tutto increspato da piccole creste bianche di spuma; abbiamo anche dato un passaggio ad un pescatore (ho</span></p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span lang="IT"> notato che molte famiglie vivono anche sparse nel bush che qui è più che altro una pietraia). Abbiamo circumnavigato l’isola southern per un breve tratto e abbiamo incontrato sulla riva vari coccodrilli, oltre che moltissimi pellicani, egrette,aironi e cormorani. Poi la visita agli El Molo, un piccolissimo villaggio, solita scena si pagano 300 KES<span>  </span>ad ognuno di noi si affianca anzi si appiccica un accompagnatore, giurando che abbiamo già pagato e che non si deve pagare, ma alla fine “ricordati di me, per mangiare” e altre “pietoserie” 100 KES insomma.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span lang="IT"><a href="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/raffaella-e-bimbi-el-molo.jpg"><img class="size-full wp-image-92 alignright" title="raffaella-e-bimbi-el-molo" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/raffaella-e-bimbi-el-molo.jpg?w=594" alt="raffaella-e-bimbi-el-molo"   /></a>E’ l’occasione come sempre di fare foto, scelgo donne sposate e poi ragazzine da marito (non sposate) ci sono anche tanti bambini, visito una specie di loro bottega, dove in un ambiente con i letti ci sono sacchi, uno di zucchero, uno di mais ed altri generi di prima necessità. La popolazione è simpatica e ci assale per venderci i loro souvenir, mi circondano, chi mi mostra vertebre fossili, chi denti di coccodrillo,collanini, collari, cucchiai di legno, ciotole, faccio lo spiritoso , tratto come un arabo, mi diverto,loro sorridono alle mie bassissime offerte. Compriamo, Raffaella sceglie, decide, io tratto il prezzo, 2 collari, 800 o 700 più due collane con denti di coccodrillo(300), non riesco a spuntare il mio prezzo per un collare più bello e ce neandiamo.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:left;"><span lang="IT">Traversata piacevolissima, il vento si è veramente calmato, tentiamo anche la pesca alla traina; navigando incrociamo da vicino un dow di pescatori, vediamo anche singoli individui o coppie di ragazzini che navigano su una sorta di zattera costituita da tre o quattro tronchi legati assieme, ove quello centrale è lasciato più lungo per conferire alla zattera un a punta rastremata, quando poi io e Raffaella sbarchiamo in prossimità del ns. campo, passeggiando sulla riva in un bagno di sole e di immensa pace ne troviamo una abbandonata in secca.</span></p>
<p><img class="size-full wp-image-90 aligncenter" title="dow-sul-turkana" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/dow-sul-turkana.jpg?w=594" alt="dow-sul-turkana"   /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span lang="IT">Il pomeriggio in relax al campo, che significa bagnarsi ogni dieci minuti alla zona protetta del lago, sensazione meravigliosa di frescura o di fresh water; in una delle tante abluzioni Rae in lontananza vede una leonessa, anch’io ho questa sensazione ma non può essere vero.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span lang="IT">Illago è calmo, la luce è bellissima, tutto è deserto ma a guardare bene ogni tanto si vede un bambino con capre, un turkana in lontananza, piccoli puntini che camminano, camminano in un presepio di solitudine; quando ci chiamano per assistere alle danze quasi ci dispiace di lasciare quelle sensazioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span lang="IT"><strong>LA DANZA</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span lang="IT">Saliamo su un pianoro poco distante dal campo, da dove lo sguardo può spaziare completamente<span>  </span>sul lago, in ogni direzione. Sono arrivati in tanti, saranno una ventina tra giovani donne, bambini, ragazzi vigorosi e due o tre vecchi bellissimi, da ritratto, che comandano la danza. Cantano canzoni che ringraziano per le frutta trovate in abbondanza in un posto lontano e portate a casa a chi ne aveva necessità, parlano di.. corteggiamenti…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span lang="IT">Anche noi, Rae per prima, siamo coinvolti nella danza, le donne scelgono e si salta insieme toccandosi le braccia; un’altra danza è chiaramente di significato corteggiatorio-sessuale: l’uomo salta e tenta di avvicinarsi alla donna con il bacino spinto in avanti, la donna salta e scappa, l’uomo la insidia di nuovo. E’ faticoso ballare ma gli intervalli sono frequenti: uno dei danzatori emette un trillo, tutti insieme gridano ahhhh!!!!!e stop tutti insieme (il segreto dello stop sincronizzato sta nel trillo preparatorio)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span lang="IT">Ormai il sole è tramontato, questi Turkana sono solo ombre ma continuano a danzare anche dopo che i turisti se ne sono andati (eccetto noi) il che significa che si divertono. Vengono non dal villaggio, ma vivono in una valle vicina xomo oppure omo, prima della cena verranno al camp per l’ultimo saluto e l’ultima danza insieme</span></p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/whiteafricans.wordpress.com/89/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/whiteafricans.wordpress.com/89/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/whiteafricans.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/whiteafricans.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/whiteafricans.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/whiteafricans.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/whiteafricans.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/whiteafricans.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/whiteafricans.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/whiteafricans.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/whiteafricans.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/whiteafricans.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/whiteafricans.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/whiteafricans.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/whiteafricans.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/whiteafricans.wordpress.com/89/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=89&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Loyangalani</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2004 13:33:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>whiteafricans</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario]]></category>

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		<description><![CDATA[  Sono sdraiata su di un lettino di legno in una capanna fatta dalle donne del posto con foglie di palma come usa qui e fuori è incessante il rumore del vento del Turkana che mai smette a limite rinforza, di fronte il lago di Giada che silente assiste.   Siamo partiti questa mattina dal [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=84&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Sono sdraiata su di un lettino di legno in una capanna fatta dalle donne del posto con foglie di palma come usa qui e fuori è incessante il rumore del vento del Turkana che mai smette a limite rinforza, di fronte il lago di Giada che silente assiste.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Siamo partiti questa mattina dal nostro campsite nel Chalbi desert dopo avere smontato le tende e fatto colazione, mentre andavamo ci siamo fermati a visitare una chiesetta nel villaggio (Marsabit) dove c’erano delle splendide coloratissime illustrazioni della bibbia in stile etiope veramente impressive,<span>  </span>anche la chiesa in mattone molto<span>  </span>graziosa.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Usciti<span>  </span>dal villaggio ci siamo immersi di nuovo nel deserto sempre più sabbioso sempre più deserto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Di tanto in tanto incrociavamo bimbi Gabra branchi di cammelli e bestiame sparso. Il deserto ha man mano cambiato varie forme da Marsabit al Turkana; dune, cespugli, rovi, orizzonti illimitati e vuoti comunque ricorrenti.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ci siamo fermati pressappoco a metà strada in un villaggio di nome NORTHHORK, li ho fatto delle riprese e abbiamo comprato una saponetta in un Dukka fatto di foglie di palma tenuto da una signora anziana che non parlava inglese per dirci il prezzo ci ha mostrato i soldi che le dovevamo dare.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Il paesino aveva una moschea e una chiesa altrettanto maestose, mi ha detto Nicos che stanno infatti lottando per accaparrarsi le anime dei devoti , il risultato è che ovviamente la gente locale si ritrova un po’ confused. Dopo una economica Tusker beer ce ne ripartiamo soddisfatti.</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Il viaggio prosegue per altre 3-4 ore l’ultimo tratto è veramente duro da attraversare anche solo con la jeep, l’ultimo deserto che incontriamo è quello di pietra. Il paesaggio qui è spettrale sa di morte ancora più che di mancanza di vita, mi aspetto da un momento all’altro di incontrare la carcassa di qualche animale o qualche anima dannata che vaga impenitente…</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Il vento si fa sempre più soffocante e persistente, caldo, asfissiante e polveroso, la strada praticamente non c’è. Arranchiamo lentamente tra enormi sassi appuntiti color grigio-fumo, non c’è nient’altro, sassi e solo sassi ovunque, l’unica vegetazione presente è una forma di<span>  </span>Acacia completamente priva di foglie che nonostante mostri<span>  </span>di essere fatta solo di rami secchi<span>  </span>spine erte (attraverso le quali si nutre ) ha dentro linfa vitale, unica forma di sopravvivenza in questo habitat estremo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Anche noi resistiamo con difficoltà infatti io dormicchio<span>  </span>per ammazzare le ore e il tragitto maledettamente caldo<span>  </span>(soprattutto tra le 12 e l’1!)<span>  </span>e infernale , dall’aspetto SPETTRALE E AGGHIACCIANTE<span>  </span>anche se brucia.</span></p>
<p><img class="size-full wp-image-83 alignleft" title="appare-il-turkana" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/appare-il-turkana.jpg?w=594" alt="appare-il-turkana"   /></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Papà ad un certo punto mi sveglia, finalmente si inizia a vedere a distanza il lago che ha dato motivo al suo viaggio interiore ed esteriore; siamo arrivati al TURKANA LAKE.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Scendiamo a fare l’ennesima pipì (visto che in questo clima umido e rovente beviamo tutti come dromedari in siesta) e un paio di foto al panorama. Papà è molto emozionato nonostante la stanchezza che ci opprime, siamo in un punto rialzato da cui si intravede il grande lago, ma ancora troppi sassi dobbiamo attraversare prima di toccarlo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Finalmente arriviamo a LOYANGALANI<span>  </span>il paese più grande in verità l’unico da queste parti.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Il panorama ritorna sabbioso con molte palme, la gente del paese come sempre si sbraccia per salutarci, soprattutto i bimbi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Superato il paese dopo circa 3-4 kms arriviamo finalmente a destinazione.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Il campeggio questa volta è una sorta di lodge fatto di capanne di palma molto accoglienti lungo la riva del lago, ma distanti quel che basta per evitare il rischio coccodrilli. Vi sono delle doccie bollenti nascoste in delle cabine fatte di foglia di palma che ricevono l’acqua dal lago, ma facendola passare prima attraverso un tubo nella quale raggiunge temperature da cottura.I bagni sono a cielo aperto anch’essi in capannine di foglie e una graziosa area per mangiare e chiacchierare,il tutto rigorosamente in legno e palma e costruito con gusto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Prendiamo posto nelle capanne, mangiamo e poi subito a refrigerarci nel lago, in teoria, anzi in verità il Turkana è infestato dai coccodrilli ma di fronte al nostro passaggio è stata sistemata una rete per circoscrivere una piccola area dove è possibile immergersi senza pericolo. Ci tuffiamo tutti anche Nicos e per sfidare la sorte (o il lago?o i Crocos?) superiamo di pochissimo la rete di sicurezza ma in realtà ce la facciamo tutti sotto dalla paura. Usciamo dall’acqua e abbiamo un oretta per riposare, medito in riva al lago papà riposa nella hut c’è chi fa il bucato chi sonnecchia all’ombra.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Alle 16.30 c.ca il sole è ancora forte, il vento non smette mai. Partiamo per Loyangalani per fare un giro nel villaggio, Nicos ci avverte di stare attenti ai PLASTIC BOYS dei ragazzi che per guadagnare</span></p>
<p><img class="size-full wp-image-86 alignright" title="tra-gli-el-molo" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/tra-gli-el-molo.jpg?w=594" alt="tra-gli-el-molo"   /></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> due soldi<span>  </span>ti si attaccano addosso spacciandosi per guide locali imponendosi di guidarti in giro per il paese.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Manco a dirlo appena scendiamo dal fuoristrada ci sono alle costole, non ci danno tregua e non hanno alcuna intenzione di smettere.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Io non gradisco, ma vedo che gli altri, papà compreso, lasciano passare, allora mi azzitto anche se non sto rilassata. Ci fanno fare un tour del paese attraverso gli accampamenti Turkana e Samburu, papà negozia delle belle foto a gente in costume tipico e a bimbi molto belli, qui infatti si sono mischiate varie etnie tra cui quella somala caratterizzata da una fisionomia particolarmente elegante.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Beviamo una tusker quasi fresca, gli altri comprano qualche stupidaggine io sto tesa perche ho due angeli custodi che mi stanno sempre appresso e non mi danno pace. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Si fa ora di tornare al campo (stavolta non vedo l’ora), il tramonto è uno dei più suggestivi che ricorderò , scattiamo una foto diamo dei soldi ai plastic e ripartiamo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Mentre torniamo verso casa<span>  </span>il panorama che ho attorno è sublime e unico,ma nonostante ciò sono afflitta e confusa.<span>  </span>Non mi fa sentire bene sapere che per queste persone non sono altre che un portafogli to squeeze anche se allo stesso tempo mi rendo conto che questi ragazzi non hanno altro modo per guadagnare due soldi. Il sensibile Nicos si accorge subito che qualcosa non va in me dal mio innaturale silenzio e mi chiede, si preoccupa. Parlo con lui a lungo, mi sfogo, mi confronto con la sua esperienza , le sue delusioni, la sua particolare posizione intermedia isa perché eè meta British e metà Etiope sia perché vive un po’ dappertutto, ma non è di nessuna parte. Mi racconta che manda soldi a dei ragazzi per sostenere i loro studi, oltre a sensibilità ed acume ha anche un gran cuore.</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Si fa ora di cena, come di consueto ci riuniamo sotto alla capanna in vista lago a lume di lampada a olio dove una abbondante e varia cena ci viene servita. Intanto Nicos ci intrattiene con alcune avventure di vita, belle e brutte. Beve persino un bicchierino di wiskey che il buon Federico ci stilla ogni giorno un’pochino al calare del sole d’oro (appunto il wiskey ne sottolinea la doratura), papà sembra gradire ogni sera di più, chiede il bis addirittura, tuttal colpa di Federico, mi sta diventando alcolista!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Anche stasera la croce del sud non si è vista colpa della luna troppo grande , troppo luminosa (eh magari la città vantasse di tali colpe di inquinamento luminoso!) dice Nicos che prima o poi la vedrò, ma quando se la luna è crescente?! Dice che dovrebbe essere visibile alle tre di notte,<span>  </span>e che se stanotte la vede mi sveglierà, dubito che riesca a svegliarmi a tale ora tanto più che domani c’è sveglia fortunata alle 8, che pacchia!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">La porta della hut è aperta, ci sarebbe uno stuoino anch’esso in paglia, da srotolare,ma io e papà non ci pensiamo minimamente a levarci da davanti agli occhi il grande<span>  </span>turchese preistorico.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">LALA SALAMA</span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/whiteafricans.wordpress.com/84/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/whiteafricans.wordpress.com/84/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/whiteafricans.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/whiteafricans.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/whiteafricans.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/whiteafricans.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/whiteafricans.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/whiteafricans.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/whiteafricans.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/whiteafricans.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/whiteafricans.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/whiteafricans.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/whiteafricans.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/whiteafricans.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/whiteafricans.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/whiteafricans.wordpress.com/84/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=84&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Marsabit</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2004 13:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>whiteafricans</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario]]></category>

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		<description><![CDATA[        Ci svegliamo di fronte al lago sul cratere  sokorte gof ….. , ma sorpresa non si vedono animali e la mattinata è livida e fredda assai, ripieghiamo le tende e facciamo sosta a Marsabit città; prima alla banca che è di grandi dimensioni, con tanti sportelli (non tipo negozietto monolocale  come mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=79&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/mandrie-allabbeverata-singing-wells1.jpg"></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><span>        Ci svegliamo di fronte al lago sul cratere<span>  </span>sokorte gof ….. , ma sorpresa non si vedono animali e la mattinata è livida e fredda assai, ripieghiamo le tende e facciamo sosta a Marsabit città; prima alla banca che è di grandi dimensioni, con tanti sportelli (non tipo negozietto monolocale<span>  </span>come mi aspettavo in una città nel deserto). Ci sono tanti impiegati che si muovono tanto ma con scarsi risultati visto che per cambiare a Frank e a Federigo(contanti),<span>  </span>e a me (carta VISA), impiegano più di mezz’ora.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">La città di Marsabit è terrosa, o meglio a me ha fatto questo effetto a causa delle strade non lastricate, appare molto sparsa, con un unico brevissimo tratto di via principale con negozietti, l’aria è fredda e cerchiamo un caffè. Tutti gli “hotel” hanno solo chai;<span>  </span>il secondo al quale ci rivolgiamo, contraddistinto da una scritta “THREE STEER”, che ci sembra pretenziosa in quanto ricorda three star ( poi scoprirò che significa i tre manzi giovenchi), per non perdere i clienti dice che ci procurerà il caffè: lo apettiamo a lungo ma è bello sedere in un autentico locale del nord Kenya, vedere il retro con l’aia con animali liberi , altre abitazione dove si aggirano donne e bambini e in fondo un bel bottino puzzolente che mi ricorda tanto quello dei Giorgi anni ’50. Oltre al caffè, che consiste in bustine di Nescafè comprate al duka a fianco, assaggiamo delle ottime SAMOSA……</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Poi accompagnati da un boy di nome Mohammed appartenente alla tribù Boran ma civilizzato, andiamo per vedere i SINGING WELLS (pozzi cantanti). La strada è lunga impieghiamo quasi mezz’ora in salita su una polverosissima strada percorsa da mandrie di bestiame sempre più numerose, ci sono anche tanti asinelli che salgono trasportando taniche per acqua vuote.<a href="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/abbeveratoio-intero.jpg"><img class="size-full wp-image-76 alignright" title="abbeveratoio-intero" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/abbeveratoio-intero.jpg?w=594" alt="abbeveratoio-intero"   /></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">All’arrivo un mare di bestiame, anche asini e cammelli e una moltitudine di coloratissimi Borana, Somali e quant’altro: è uno spettacolo! Bellissimi giovani appollaiati all’interno del pozzo a varie altezze su una sorta di<span>  </span>trabattello,<span>  </span>di scala, si passano taniche gialle tagliate appositamente, colme di acqua cosi che con questa pompa umana arriva in superfice in una vasca e scorre in una lunga canala, come una mangiatoia, dove il bestiame a turno si accalca per bere. L’attesa per gli animali è enorme e ogni due giorni da tutto il circondario i pastori conducono il bestiame all’abbeverata; quest’acqua è gratuita in quanto i boys che tirano su i secchi sono figli dei proprietari delle mandrie. Mentre tirano su l’acqua, per vincere la monotoniae la ripetitività del gesto cantano e il canto suggestivamente rimbomba nel pozzo fresco e profondo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><br />
</span></p>
<p><img class="size-full wp-image-77 alignleft" title="pozzo-esterno" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/pozzo-esterno.jpg?w=594" alt="pozzo-esterno"   /></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Paghiamo per fotografare ma ne vale la pena, i visi, i fisici, la situazione, il colore sono stupendi, ne vale proprio la pena.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Anche il ritorno in mezzo ai buoi, giocando con loro e carezzandoli, (sono gentili si fermano e ti danno sempre la precedenza), è stupendo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">A Marsabit compriamo altri 5 litri di acqua imbottigliata e via.. per una strada, ora petrosa, verso Kalacha .</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ci fermiamo quasi subito per il pranzo, all’ombra di alcune acacie in un terreno tipo ghiaia di lava nera; fa caldo ma non è ancora niente. Ripartiti, man mano che procediamo ad andatura sostenuta, il paesaggio fa tanti mutamenti, le acacie lasciano il posto a cespugli completamente secchi e alberi che non hanno foglie,sempre meno stecchi. Poi le rocce e i sassi neri lasciano il luogo ad un terreno costituito da una crosta dura, crepata, che al tatto si sgretola e lascia intravedere la stessa terra ma meno dura. Tutto diviene completamente piatto, non si vede più un avvallamento, una increspatura, più un cespuglio: un<span>  </span>biliardo vastissimo di crosta di terra; si intravedono solo alcuni struzzi solitari e un paio di volte pastori RENDILE che appaiono dal nulla; uno ci ferma e chiede una bottiglia d’acqua, saluta e se ne va; è in costume ma non oso fotografare .</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Continuiamo in questa piatta desolata con un caldo che ci fa addormentare; ora la crosta del terreno appare bianca per il sale, la guida ci spiega appunto che CHALBI vuol dire cristallo di sale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Infine uno spettacolo nuovo: centinaia di cammelli a branchi, ognuno con uno o più Rendile in costume rosso con tanto di lancia che li conducono e un cammello adulto che fa il capofila e rimane isolato e in posizione sempre avanzata.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Vederli su questo deserto piatto è bellissimo, è uno spettacolo emozionante, sono proprio tanti.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Successivamente la piatta è interrotta da un serpente di roccia nera vulcanica e i primi palmizi annunziano un’oasi; vediamo proprio un laghetto oblungo di acqua azzurra con trampolieri e palme; ovunque gente, capanne, banda di lamiera, case in muratura, negozietti, chiesa cattolica… siamo a KALACHA.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Il campo è ospitale con bella doccia e piscina alimentati da una pompa mossa dal vento ( che soffia fortissimo) con biella e manovella in bella mostra che sbuffando e perdendo pompa acqua a tutto andare.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Nella piccolissima piscina ci ristoriamo, siamo proprio di buonumore e FREDERIGO con il suo Wiskey, che ci scoliamo fino alla fine, fa cambiare in meglio l’atmosfera. Riusciamo anche a fare il bucato; dopo cena<span>  </span>andiamo a piedi alla Chiesa ad assistere ad alcuni canti religiosi di ragazzi e ragazze, impressionante la voce solista femminile.</span></p>
<p class="MsoBodyText"><span lang="IT">Poi la notte, il cielo è stellato, il vento forte ma caldissimo, in tenda non si può stare (ora capisco perché gli altri non hanno montato il sovra telo della tenda), scrivo all’aperto volentieri, Rae è in piena crisi perché un ragno è nella tenda , non riusciamo a trovarlo. Cani abbaiano in lontananza, quanti cambiamenti di ambiente in pochi giorni, quante cose straordinarie stiamo vedendo, sono nel bel mezzo del CHALBI DESERT nel cuore dell’AFRICA NERA E’ MERAVIGLIOSO. Oggi vedendoli mi chiedevo come può questa gente vivere qu,i dipendendo interamente dal sangue e dal latte del cammello, ci sono proprio tanti modi di vivere.. ma questa notte all’aperto, scrivendo sotto un vento che è l’unico ristoro al caldo, è veramente magica:</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><span>                        </span></span><strong><span lang="IT">VIVA AFRICA</span></strong><strong><span lang="IT"><span>   </span></span></strong></p>
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		<title>In viaggio verso il cuore di Kenia</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Sep 2004 12:48:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>whiteafricans</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario]]></category>

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		<description><![CDATA[  Siamo partiti dalla nostra location nella Samburu national riserve alle 7.45, salutati i nostri amici che rimangono lì ad attendere un&#8217;altra ciurma di pazzi come noi passiamo rapidamente through the park e ci dirigiamo vs. nord. Appena usciti dal gate troviamo un centro abitato per le dimensioni che stiamo incontrando abbastanza esteso in verità: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=65&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Siamo partiti dalla nostra location nella Samburu national riserve alle 7.45, salutati i nostri amici che rimangono lì ad attendere un&#8217;altra ciurma di pazzi come noi passiamo rapidamente through the park e ci dirigiamo vs. nord. Appena usciti dal gate troviamo un centro abitato per le dimensioni che stiamo incontrando abbastanza esteso in verità: ARCHER POST.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Lì compriamo il pane e ci guardiamo intorno nel trambusto delle 8 di mattina, è tutto un movimento e un incrocio di colori.<a href="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/archer-post.jpg"><img class="size-full wp-image-64 alignright" title="archer-post" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/archer-post.jpg?w=594" alt="archer-post"   /></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><img class="size-full wp-image-66 alignleft" title="sosta-villaggio-samburu" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/sosta-villaggio-samburu.jpg?w=594" alt="sosta-villaggio-samburu"   />Iniziamo la rapida marcia a bordo della nostra Toyota 4&#215;4 Grand Cruise sulla TRANS EAST AFRICAN HIGHWAY. Nicos guida veloce e la strada polverosa e sassosa sobbalza e sbrecciala al nostro pesante sfrecciare. Man mano ai lati sempre più desert savana dai<span>  </span>rovi aridi incrociamo greggi di pecore o mandrie condotti uno o due umani , di solito samburu<span>  </span>che sotto al sole cocente dirigono le bestie con un bastoncino rinsecchito alto anche due metri.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">La strada scorre tra massicci rocciosi che sembrano le MESE dell’Arizona, il paesaggio è maestoso quanto scarno, essenziale e mastodontico. Nicos ci indica 2 isolette rocciose che i locali chiamano TOM &amp; JERRY perché li rassomigliano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span lang="IT"> Scorriamo per circa 4 ore e oltre tra lande riarse sempre più deserte e prive di vita, anche di DikDik sembrano volervi scappare, le uniche piante che crescono sono<span>  </span>spinosissime Acacie praticamente prive di foglie che hanno adattato il loro vivere alla Stagione arida.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ci fermiamo per un guasto che<span>  </span>viene riparato al volo dalle nostre abili guide, 20 minuti fermi sotto questo sole ci siutano a capire quanto siamo fortunati ad avere un mezzo a scoppio.</span></p>
<p><img class="size-full wp-image-67 alignleft" title="ragazza-samburu" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/ragazza-samburu.jpg?w=594" alt="ragazza-samburu"   /></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Infatti io e papà non riusciamo proprio a spiegarci come fanno i samburu e in generale le persone che incontriamo lungo la via a camminare per chissà quanti chilometri<span>  </span>per raggiungere dei luoghi “animati”. Qualche tipico villaggio Samburu si affaccia ad interrompere la desolazione così tristemente priva di vita, colore, varietà. Incontriamo due bellissime ragazze samburu di circa 15 anni che ci offrono di farsi fotografare in cambio di denaro (100 KhS), noi accettiamo e oltre a fotografare ci informiamo sulle loro vite , una delle due è sposata, infatti mi spiega Nancy che le ragazze sposate hanno legata ai lobi peirced una catena che passa sotto il mento e che collega un’orecchio all’altro.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> Dopodiché ripartiamo per fermarci poco dopo in un piccolo villaggio chiamato MERILE dove scattiamo qualche foto, e beviamo una coca-cola a temperatura….ambiente.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Verso le 14 ci fermiamo per mangiare e siamo oramai arrivati all’entrata del National Marsabit Park. Consumiamo il pranzo all’ombra di un patio di fronte alla casetta di guardia del parc. Siamo veramente lontani dal mondo, tutto sembra così FARAWAY, ho una pessima esperienza con una latrina che mi disturba decisamente l’appetito.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Sbaracchiamo il tutto e<span>  </span>entriamo nel parco, inseriamo la TRAZIONE INTEGRALE al nostro mezzo e ci arrampichiamo per un quasi sentiero pieno di massi e di fossato incluso.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Il paesaggio da arido e spoglio diventa man mano sempre più rigoglioso, stiamo salendo sul CRATERE del vulcano Marsabit. Arrivati quasi in cima è bosco e poi fitta boscaglia, foresta, mille profumi, tante specie di alberi alcuni di essi mai visti prima con delle strane masse filamentose color verde acido che pendono dai rami, altri con liane che come dita si aggrovigliano agli alberi vicini formando stupefacenti intrecci di disegni.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Arrivati finalmente sulle pendici del cratere è MERAVIGLIA!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Vediamo il lago Paradiso, scendiamo dal fuoristrada e passeggiamo fino alla riva, la quale in periodo di secca rende il lago molto piu ridotto del normale ci spiega Nicos.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Le spiagge del lago sono popolate da bufali e da leoni,<span>  </span>da questa posizione si può vedere tutto l’ex vulcano e le pareti all’interno sono ricoperte di fitta boscaglia <span> </span>verde smeraldo, mentre all’orizzonte esteso aldilà del profilo della montagna e tutto intorno per silometri e silometri un’infinita arida desolazione che alle nostre spalle si affaccia ricordandoci che questo paradiso è un’eccezione<span>  </span>ma la normalità è deserto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Risaliamo a bordo e ci spostiamo lungo il margine del cratere per godere di diverse prospettive,<span>  </span>al di sopra del lago volteggiano decine di avvoltoi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Iniziamo la discesa dal vulcano attraverso il bosco che sempre più ci cattura con i suoi mille profumi freschi dalle fragranze corpose. Esplode ai nostri occhi il Fireball lillis<span>  </span>un fiore dall’aspetto tondo rosso come un esplosione di fuochi d’artificio<span>  </span>dal gambo succoso, prima<span>  </span>ne vediamo uno ogni tanto, poi man mano che scivoliamo giù nell’ombra smeraldo se ne affacciano decine, fino a creare dei cuscini che tappezzano gli angoli di bosco dove i raggi del sole riescono a penetrare l’incanto. Ne subisco la magia e<span>  </span>il richiamo della natura diventa sempre più forte come più denso si fa l’odore del sottobosco e aumenta in me la voglia di scendere dalla macchina e tuffarmi tra le foglie e il prato. Così quasi per miracolo non ho capito bene come , sbuchiamo su un altro lago, ancora più scenico dell’altro, su una riva c’è un lodge di amici di Nicos. Ci è infatti consentito piantare le tende proprio di fronte al lago. La vista è meravigliosa, sembra un quadro anche queste sponde sono ricoperte di verde. Dalla parte in cui ci troviamo noi un’po’ rialzata rispetto all’intero lago si possono vedere branchi di bufali e di elefanti. Di fronte a questo spettacolo naturale<span>  </span>mi bevo una buona cara tusker che accompagniamo ad uno sigaro del caro Federico, compagnero Andaluso mentre sediamo ad un tavolino<span>  </span>sul patio del lodge<span>  </span>terrazzato, rimirando spensierati le nuvolette che sembrano sprazzi di vernice dipinti apposta dal pittore di questo quadro.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Diamo un occhiata al cielo notturno per vedere se troviamo la cruZ, ma neanche stasera riusciamo però in compenso trovo nella veranda della nostra tenda una ciurma di cavallette imbizzarrite di varie specie e colori. Qui sembra che ve ne siano a migliaia e in generale ogni tipo di insetto, il tutto ha dimensioni africane ossia maiuscole! </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ceniamo, dopo giorni in un interno, dentro il lodge<span>  </span>caldo e di gran lusso soprattutto per il Kenia, soffitto in travi antiche su cui squittiscono allegre famiglie di pipistrelli curiosi, luce artificiale, telefono, tv, sembra tutto così inconsueto ora che sono disabituata a ciò, mi sento un po’ DERSU UZALA. La cena trascorre in allegria tra una chiacchiera e l’altra con Nicos che ci racconta dei serpenti che vedremo forse (speriamo di no!) e gli scorpioni che potremo incontrare in Kalacha e su strane usanze di tribù varie. Una cavalletta assai socievole chiacchiera con noi in braccio , anzi in mano, a Frank, sembra davvero che voglia partecipare alla conversazione.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ma appena Nicos ci dice che stanno per spegnere il generatore che da luce e acqua calda a tutto il lodge ci catapultiamo nelle tende per dormire al suono di babbuini, varie specie di Ndege, il vento che stormisce le foglie…..</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/whiteafricans.wordpress.com/65/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/whiteafricans.wordpress.com/65/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/whiteafricans.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/whiteafricans.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/whiteafricans.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/whiteafricans.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/whiteafricans.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/whiteafricans.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/whiteafricans.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/whiteafricans.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/whiteafricans.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/whiteafricans.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/whiteafricans.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/whiteafricans.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/whiteafricans.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/whiteafricans.wordpress.com/65/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=65&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>SAMBURU NATIONAL RESERVE</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2004 12:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>whiteafricans</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario]]></category>

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		<description><![CDATA[  Oggi giorno intero trascorso nel parco  nazionale di Samburu che si sviluppa sulla sponda del fiume perenne Ewaso Ngiro. Giriamo dalle 7 alle 10; gli scenari sono più suggestivi degli animali che incontriamo.    Il fiume ci appare in tutta la sua bellezza con le numerose isole di sabbia dovute alla scarsità di acqua, ci [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=52&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/fiume-mara-centro.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p style="text-align:left;">Oggi giorno intero trascorso nel parco  nazionale di Samburu che si sviluppa sulla sponda del fiume perenne Ewaso Ngiro. Giriamo dalle 7 alle 10; gli scenari sono più suggestivi degli animali che incontriamo. </p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Il fiume ci appare in tutta la sua bellezza con le numerose isole di sabbia dovute alla scarsità di acqua, ci appare ora con uno stuolo di Marabù ora con la leonessa …… famosa per aver adottato un’antilope, ora con elefanti.<img class="size-full wp-image-61 alignleft" title="elefanti-crossingewaso-ngiro" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/elefanti-crossingewaso-ngiro.jpg?w=594" alt="elefanti-crossingewaso-ngiro"   /></p>
<p style="text-align:left;">Non voglio raccontare i vari incontri in sequenza come se facessi un elenco ma dirò che nella giornata gli incontri più belli sono avvenuti con lo sfondo del fiume e soprattutto hanno per soggetto gli elefanti che qui sono veramente tanti e si lasciano avvicinare in un modo incredibile . Naturalmente abbiamo visto babbuini, scimmie dalla faccia bianca (che la nostra guida chiama “velvet” e qualcos’altro), bufali, giraffe, dik dik, nessun predatore tranne la solitaria leonessa citata. Avvistiamo decine di aquile, avvoltoi e uccelli bellissimi di ogni tipo, alcuni cantano soavi cinguettii .</p>
<p style="text-align:left;">Tra il primo ed il secondo game abbiamo visitato un villaggio samburu appena fuori dal parco. La solita minestra per turisti, ma con spunti sempre interessanti perché comunque loro li ci vivono veramente ed è comunque questo un modo per ritrarli ed entrare in contatto con loro, anzi forse questo è l’unico modo in così poco tempo (peccato che mi si è guastato il tele).</p>
<p style="text-align:left;">Raffaella ha ballato con le donne Samburu muovendo il collo come per fare entrare degli anelli dalla testa, ha fatto anche degli acquisti di collane varie ed è molto soddisfatta. I bambini sono sempre  un capitolo apparte e ne ho ritratti numerosi.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;"><span> </span>Qui la savana è bellissima fitta di acace, il bush è sabbioso, morbido, tanto che alza un polverone fittissimo. Ha fatto veramente caldo ma le docce effettuate da gnudo senza asciugamano in un catino dove c’erano i miei panni da lavare, hanno sortito un piacevole effetto.</p>
<p style="text-align:left;">La cena è stata come al solito suggestiva e amichevole, Rae ha fraternizzato con un Samburu che le ha dedicato una canzone che risuonava struggente nel campo e contribuiva a creare una magica atmosfera africana.  </p>
<p><!--[if gte vml 1]&gt;                       &lt;![endif]--></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/whiteafricans.wordpress.com/52/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/whiteafricans.wordpress.com/52/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/whiteafricans.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/whiteafricans.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/whiteafricans.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/whiteafricans.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/whiteafricans.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/whiteafricans.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/whiteafricans.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/whiteafricans.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/whiteafricans.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/whiteafricans.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/whiteafricans.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/whiteafricans.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/whiteafricans.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/whiteafricans.wordpress.com/52/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=52&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Si riparte: verso l&#8217;equatore</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2004 12:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>whiteafricans</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario]]></category>

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		<description><![CDATA[  Partenza ore 10 a.m. da Nairobi dopo essere passati alla Ethiopian airlines per vedere se potevamo cambiare il biglietto. Iniziamo a trottare verso nord, man mano che saliamo il paesaggio cambia, diventa sempre più lussureggiante e ricco di verde, fino ad esplodere in una natura TROPICALE ed EQUATORIALE, sembra la foresta dell’Amazzonia. Si susseguono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=49&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Partenza ore 10 a.m. da Nairobi dopo essere passati alla Ethiopian airlines per vedere se potevamo cambiare il biglietto. Iniziamo a trottare verso nord, man mano che saliamo il paesaggio cambia, diventa sempre più lussureggiante e ricco di verde, fino ad esplodere in una natura TROPICALE ed EQUATORIALE, sembra la foresta dell’Amazzonia. Si susseguono BANANI uno sull’altro, jungla a non finire, lungo la strada file di altissimi Eucalipti danno un ordine simmetrico e fanno da cornice alla vegetazione selvaggia che si intreccia nello interno. Saliamo sempre di più verso gli altipiani che costeggiano il Mount Kenia<span>  </span>avvolto da una nube densa e grigia.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Man man o che saliamo la vegetazione diminuisce, sugli altipiani lunghe distese di campi coltivati a grano e piccoli centri abitati spruzzati di colori accesi ognuno con i propri prodotti in bella mostra.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">La strada che stiamo percorrendo si chiama EAST AFRICAN HIGH-WAY , ma non ha nulla a che fare con un’autostrada, nonostante tutto non è malaccio, è pure asfaltata.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Superato il Monte kenia arriviamo a NANYUHKU il centro più importante della zona, situato proprio sopra l’equatore, ci fermiamo per una pipì 20 km dopo ci sarà Isolo dove finisce la strada buona e inizia il brecciolino, ma mantiene il nome altisonante che ho detto sopra (East afr…..HIGH).</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Mentre ci muoviamo oltre l’equatore incontriamo una pioggerellina che ci lasciamo alle spalle andando verso il bel tempo. Entriamo nelle SAMBURU LANDS.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ritorna l’arsura geografica, sterpaglia, polverone, terreno non più rosso sanguigno come nella foresta, ma sabbia e cespugli di rovi. Verso le 19.15 entriamo nella SAMBURU NATIONAL RESERVE, facciamo un mini game (ci addentriamo per<span>  </span>20 kms nella riserve per arrivare al nostro new camp) vediamo una famiglia di elefanti che esce dal fiume EWASO NGIRO, questo fiume attraversa tutta la riserva arricchendola di una fitta vegetazione che si stende lungo tutto il suo fluire tra le terre arid,e mettendo in evidenza con una striscia di verde il suo corso.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Così arriviamo al luogo dove la Gametrackers agency ha predisposto un camp stabile molto bello e suggestivo delimitato da una decina di tendone in cerchio.<a href="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/il-ns-camp-in-samburu.jpg"><img class="size-full wp-image-72 alignright" title="il-ns-camp-in-samburu" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/il-ns-camp-in-samburu.jpg?w=594" alt="il-ns-camp-in-samburu"   /></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Il luogo è splendido nonché pittoresco, vi sono delle panchine messe a cerchio attorno ad un fuoco, il tutto nella riserva accanto al fiume!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Il rischio animali difatti e molto alto, le doccie sono un pò fuori mano e ovviamente fredde, ma magiche, attaccate ad un albero secolare e chiuse in fatiscenti cabine le cui porte scricchiolano e sventolano al venticello mentre ci facciamo una rapida doccia notturna (comunque sono circa le 7).</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Appena arriviamo ci vengono ad accogliere due minuscoli DIK DIK che scappano terrorizzati, vediamo uno dei tramonti più belli visti sin’ora.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ceniamo attorno al fuoco<span>  </span>mentre Daniel un ragazzo Samburu che ora sta facendo la notte sveglio fuori dalle tende a per tenere gli animali lontani (possiede solo la sua lancia samburu piantata sul terreno vicino ad un albero) , suona uno strumento tradizionale Samburu e canta un canzone tipica con una voce antica che ha il sapore delle ere passate rimaste invariate in questo canto e portate a noi . Registro il pezzo con la telecamera e mi faccio trascrivere il testo in samburu e poi in inglese. Lo strumento lo ha costruito lui a mano, segue una scala pentatonica.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">L’atmosfera è magica, mitica, surreale, io e papà ci pizzichiamo più volte le guance perché ci sembra tutto un bel film country.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">I nostri nuovi compagni di game sono : Federico spagnolo, una coppia Nancy e Frank lei di Nairobi lui Belga, domani arriverà un altro compagno.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Dopo cena tentiamo di guardare le stelle per cercare la Cruz del Sud ma come al solito è già tramontata,in compenso Daniel ci indica la posizione dello Scorpio e ce ne andiamo a dormire soddisfatti.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Domattina sveglia alle 6.<span style="white-space:pre;"> </span> LALA SALAMA</span></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-48 aligncenter" title="tramonto-bilanciato" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/tramonto-bilanciato.jpg?w=300&#038;h=209" alt="tramonto-bilanciato" width="300" height="209" /></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/whiteafricans.wordpress.com/49/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/whiteafricans.wordpress.com/49/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/whiteafricans.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/whiteafricans.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/whiteafricans.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/whiteafricans.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/whiteafricans.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/whiteafricans.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/whiteafricans.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/whiteafricans.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/whiteafricans.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/whiteafricans.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/whiteafricans.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/whiteafricans.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/whiteafricans.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/whiteafricans.wordpress.com/49/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=49&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ritorno a Nairobi</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2004 12:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>whiteafricans</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario]]></category>

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		<description><![CDATA[  Ci siamo alzati un po’ più tardi, l’alba (sunrise) era bellissima, con calma mi sono lavato al rubinetto e preparato. Abbondante breakfast a base di uova e salsicce, pane caldo imburrato, caffè, papaia; ci siamo preparati i panini per il lunch da noi poi saluti  e complimenti di rito al personale Masai del campo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=45&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ci siamo alzati un po’ più tardi, l’alba (sunrise) era bellissima, con calma mi sono lavato al rubinetto e preparato. Abbondante breakfast a base di uova e salsicce, pane caldo imburrato, caffè, papaia; ci siamo preparati i panini per il lunch da noi poi saluti<span>  </span>e complimenti di rito al personale Masai del campo e via.<a href="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/cucina.jpg"><img class="size-full wp-image-44 alignright" title="cucina" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/cucina.jpg?w=594" alt="cucina"   /></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Per il ritorno entriamo dal Talek gate, percorriamo il parco<span>  </span>vedendo animali ma senza soste e senza uscire mai dalla nostra via, usciamo a Sekenani gate, incontriamo molti villaggi e maniatte ma tanto deserto, la pianura di bush e piccoli alberi di acacia, quasi sempre deserta, di tanto intanto bestiame. La strada è buona fino al villaggio di Ewaso ngiro dove ci fermiamo a un caffè per via, annesso il duka con souvenir e toilette. Dopo la strada diventa orribile, non si possono prendere appunti e nel truck fa freddo per il vento nonostante il maglione e il k-way.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><a href="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/villaggio-prima-di-narok.jpg"><img class="size-full wp-image-43 alignleft" title="villaggio-prima-di-narok" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/villaggio-prima-di-narok.jpg?w=594" alt="villaggio-prima-di-narok"   /></a>Ci fermiamo di nuovo a Narok per il carburante, la cittadina è pittoresca e animatissima, scendo per visitare il mercato ma tutti hanno fretta così rinuncio.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Dopo Ndulelei incontriamo magri campi di mais e stoppie di campi di grano poi estesi campi di grano da mietere con la caratteristica che ci sono in mezzo le acacie africane<span>  </span>e li fanno tanto diversi dai nostri.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Passiamo un villaggio a sinistra graziosissimo, con laghetto, brulicante di mandrie ordinate di buoi e capre guidate da colorati pastori Masai, carretti con asinelli.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Poi giù verso la Rift Valley bush e acacie striminzite, campetti di mais, sparse capanne (lo scenario dove abbiamo fatto sosta per il pranzo all’andata. La strada è migliorata, sensazione di grande flat desolato e arido, in fondo tutte montagne, ovunque si innalzano volute di fumo fumo? Poi scoprirò si tratta di tempeste di polvere, correnti ascendenti che creano mulinelli di polvere verso l’alto e sembrano fumi di falò accesi. Si incontrano zebre bestiame e capre misti, poi capirò che stiamo passando l’hells national park. Passiamo il SUSWA CENTRE, un villaggio, di nuovo savana, vicino il Logonot a sinistra e il Susua mount a destra.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Sosta a Junction KIJABE NAROK dove ci saluta un camion carico di neri. Poi su per l’escarpment con sorpassi mozzafiato ad una miriade di truck pesanti, lenti, fumosissimi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Arriviamo all’hotel con ansia perché all’ultimo mi sono ricordato di prepararmi, prendiamo la camera è più bella dell’altra volta, al primo piano. Riusciamo per acquistare candele, rollini, batteria fotocamera, ci aiuta a cercare quest’ultima un nero che lavora in un negozio di ottica. Sbrighiamo tutte le faccende ci divertiamo anche un po’ a conoscere Nairobi inoltre passiamo anche molto tempo in un cyber caffè a mandare email e per tentare di telefonare a Doretta; a cena azzardiamo una passeggiata a piedi di notte per e da un ristorante cinese distante poche centinaia di metri dal Terminal.</span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/whiteafricans.wordpress.com/45/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/whiteafricans.wordpress.com/45/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/whiteafricans.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/whiteafricans.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/whiteafricans.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/whiteafricans.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/whiteafricans.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/whiteafricans.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/whiteafricans.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/whiteafricans.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/whiteafricans.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/whiteafricans.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/whiteafricans.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/whiteafricans.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/whiteafricans.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/whiteafricans.wordpress.com/45/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=45&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">cucina</media:title>
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			<media:title type="html">villaggio-prima-di-narok</media:title>
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		<title>A ritmo d&#8217;Africa</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2004 12:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>whiteafricans</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario]]></category>

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		<description><![CDATA[  Oggi giorno terzo di sole splendente, fin dal mattino prestissimo(h 6 la sveglia, come al solito). Sarà che il nostro organismo si sta ambientando in questo vecchissimo mondo oppure che la temperatura sta effettivamente salendo noi sentiamo sempre meno freddo sia alla mattina che alla sera (invece il mio italiano sta peggiorando in favore [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=38&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/gnu-con-minox.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p>Oggi giorno terzo di sole splendente, fin dal mattino prestissimo(h 6 la sveglia, come al solito). Sarà che il nostro organismo si sta ambientando in questo vecchissimo mondo oppure che la temperatura sta effettivamente salendo noi sentiamo sempre meno freddo sia alla mattina che alla sera (invece il mio italiano sta peggiorando in favore del mio English).</p>
<p>Solita colazione mozzichi e caffè bollente rovesciato giù in gola ad ustionare la trachea e via di corsa sul nostro truck mimetico verso il Masai Mara , io e papà siamo sempre gli ultimi a </p>
<p>salire a bordo! Ah stamattina prima di partire abbiamo scattato qualche foto di gruppo come ricordo.</p>
<p><img class="size-thumbnail wp-image-39 aligncenter" title="gruppo-4-days-mara-truck" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/gruppo-4-days-mara-truck.jpg?w=115&#038;h=85" alt="gruppo-4-days-mara-truck" width="115" height="85" />In savana abbiamo visto una piccola giraffa che  beveva il latte dalla mamma, una fila di leoncini e leonesse che ci ha attraversato la strada e finalmente il mitico, elusivo, difficilissimo to see Leopard! La nostra abile ed esperta guida, Paul, ci ha condotti in una FORBIDDEN AREA  of the Masai Park, vietata cioè ai turisti e probabilmente riservata ai quei <img class="size-medium wp-image-40 alignleft" title="giraffa-e-piccolo" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/giraffa-e-piccolo.jpg?w=300&#038;h=208" alt="giraffa-e-piccolo" width="300" height="208" />ricercatori che vanno lì per fare riprese professionali o che comunque seguono un qualche progetto. Così dopo esserci addentrati un bel  po’ in zona selvaggia  e non battuta dagli altri 1.000 trucks che vagano per il Park siamo arrivati di fronte ad un alberello sul quale era stato appeso un resto di un piccolo antilope come esca…….non abbiamo dovuto aspettare nemmeno 2 minuti che eccoti spuntare, sempre ben nascosto tra le fronde, uno splendido esemplare di Leopardo giovane.</p>
<p>Con l’occhio close-up della mia telecamera ho potuto inquadrare il Leo salire rapidamente sull’albero (molto rapidamente, quasi un balzo) e poi addentare la preda con fauci bramose. Ho visto i suoi splendidi occhi celesti come il cielo d’Africa scrutarci mentre noi stranieri violavamo il suo furtivo pasto. Dopodiché siamo tornati al campo verso le 10 e lì abbiamo fatto quella che il nostro simpatico Scottish friend chiama BRANCH= Breakfast+Lunch , abbiamo avuto un paio di ore to rest (io ovviamente no). In queste 2 ore infatti, io e papà siamo quasi riusciti a comunicare con tre bellissime ragazze Masai che passavano dietro le nostre tende con le loro greggi al pascolo. Ho detto quasi riusciti a comunicare, perché loro parlavano solo Swaili cosi noi, libretto con frasi fatte alla mano e via! Come ti chiami? E loro: nomi strani e impronunciabili, poi,  “quanti anni hai?” Una circa 25 anni, le altre 20 e 16; attorno a loro sorridevano e gironzolavano un po’ di bimbi figli loro (ovviamente!). Vestivano drappi coloratissimi, erano alte, magre e con dei volti stupendi, papà ha provato a fare loro un complimento dicendo “you are beautiful I want you for  Wife “ in un inglese molto essenziale per farsi capire e me sa che ha fatto una figura da matusa provolone perchè WIFE l’hanno capito, ma un po’ distorto!!!Insomma tra una chiacchiera  in Swa e una in English alle 13 circa senza manco sdariarsi un minutino siamo ripartiti</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/whiteafricans.wordpress.com/38/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/whiteafricans.wordpress.com/38/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/whiteafricans.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/whiteafricans.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/whiteafricans.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/whiteafricans.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/whiteafricans.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/whiteafricans.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/whiteafricans.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/whiteafricans.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/whiteafricans.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/whiteafricans.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/whiteafricans.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/whiteafricans.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/whiteafricans.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/whiteafricans.wordpress.com/38/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=38&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Shoots in the Masai Mara</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2004 12:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>whiteafricans</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario]]></category>

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		<description><![CDATA[  Sveglia alle sei in punto, è ancora notte, un caffè e via per il game.  Il tempo è bruttissimo, piove anche abbastanza forte, sul truck fa freddo, veramente freddo. Il mattino è livido nonostante ciò gli animali ci sono, incuranti della pioggia migliaia di gnu, misti a zebre, brucano, si rincorrono, si spostano al [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=28&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Sveglia alle sei in punto, è ancora notte, un caffè e via per il game. </span></p>
<p><img class="size-full wp-image-27 alignleft" title="mara-raggi-di-luce-sulla-savana" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/mara-raggi-di-luce-sulla-savana.jpg?w=594" alt="mara-raggi-di-luce-sulla-savana"   />Il tempo è bruttissimo, piove anche abbastanza forte, sul truck fa freddo, veramente freddo. Il mattino è livido nonostante ciò gli animali ci sono, incuranti della pioggia migliaia di gnu, misti a zebre, brucano, si rincorrono, si spostano al nostro passaggio, ma ci entriamo dentro,ascoltiamo i loro brevi muggiti, assistiamo a finti duelli con le corna e rincorse.Incontriamo iene, leonesse, elefanti, ghepardi.</p>
<p>Alle 10 siamo assiderati e torniamo al campo, ci scaldiamo, torna il sole, ne approfitto per fare il bucato all’unico rubinetto con due catini, su uno insapono sull’altro risciacquo; la doccia invece è calda, stendo al sole i panni, è incantevole accanto al campeggio, è tutto un passare di Masai, donne, uomini, bambini che pascolano il bestiame, mucche, pecore e capre; sono colorati, è bello il loro vociare e i gridi strani che fanno per richiamare il bestiame.</p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Raffaella fa il bird shooting; io ho un incontro ravvicinato con un babbuino adulto che razzola nella buca della spazzatura. All’inizio sono due, uno fugge. Mi avvicino lentamente e mi metto seduto, dopo un poco non fa più caso a me, esploro i dintorni e trovo un fiume che “scorre in basso” è un bel posto d’osservazione ma sono in sandali e a torso nudo e penso che ciò potrebbe essere pericoloso.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Trascorriamo il resto del tempo con Rae tentando altri incontri con i babbuini e Rae ne nutre uno che si avvicina sempre più fin che capiamo che ha intenzione di intrufolarsi nella nostra tenda per rubare la busta dei panini.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Dopo pranzo mi sdraio all’ombra e Rae gioca a pallone con gli inglesi. Siamo gli ultimi a salire sul bus per il game drive che risulta emozionante anche se siamo stanchi, incontriamo tanti animali, elefanti vicini, leone, ci appostiamo varie volte e a lungo per vedere il leopardo, lo vedo solo io e solo per un attimo nettamente tra il bush; in fine game assistiamo al pasto di un ghepardo che divora una piccola antilope.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Da ricordare un guado in alto livello di fuori strada che ci emoziona e ci strappa un applauso per il driver.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">La cena è lamb spezzatino e molti contorni + fruit-salad (macedonia) e caffè, è una occasione per ascoltare e cercare di capire e conversare bene in lingua inglese. Raffaella capisce e conversa bene, a me la stanchezza mi ottunde la mente e riesco anche a parlare con difficoltà.</span></p>
<p><img class="size-medium wp-image-29 alignleft" title="il-camp" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/il-camp.jpg?w=240&#038;h=165" alt="il-camp" width="240" height="165" /></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">In tenda si sta bene, fuori la notte è freddino ma piena di canti di rane e di grilli, c’è un’aria particolare data dalle lanterne a petrolio che delimitano il campo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Oohhh uccello che fa ohohoh<span>  </span>cra cra (rane) cric ri auic … (i grilli). Messaggini a Doretta e poi il diario, ora mi vado a fare un giretto nella notte mentre Rae ascolta musica e legge in branda alla luce di due candele.<span>    <br />
</span></span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/whiteafricans.wordpress.com/28/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/whiteafricans.wordpress.com/28/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/whiteafricans.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/whiteafricans.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/whiteafricans.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/whiteafricans.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/whiteafricans.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/whiteafricans.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/whiteafricans.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/whiteafricans.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/whiteafricans.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/whiteafricans.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/whiteafricans.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/whiteafricans.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/whiteafricans.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/whiteafricans.wordpress.com/28/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=28&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>13 SETTEMBRE</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2004 11:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>whiteafricans</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario]]></category>

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		<description><![CDATA[  Siamo all’ufficio GAME TRUCKERS e papà è alla toilet. Abbiamo appena mandato una mail io e una dolce e graziosa lady dell’ufficio di nome Damaris al Bobong Campsite dove ci aspetta la leopardina  Claudia!   H. 21.30 c.ca Nonostante l’orario per me alba della notte sono già nella tenda a 2/3 immersa nel sacco [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=19&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Siamo all’ufficio GAME TRUCKERS e papà è alla toilet. Abbiamo appena mandato una mail io e una dolce e graziosa lady dell’ufficio di nome Damaris al Bobong Campsite dove ci aspetta la leopardina<span>  </span>Claudia!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">H. 21.30 c.ca</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Nonostante l’orario per me alba della notte sono già nella tenda a 2/3 immersa nel sacco a pelo perché domani la sveglia sarà alle 6…GOSH!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Siamo in un Campsite nel MASAI MARA National Park, anzi appena fuori dal suo confine naturale. Sento gracchiare e stridere cinguettare e biascicare ogni tipo di creatura vivente anche le nostre guide locali che si intrattengono in chiacchiere in Staili subito fuori dal semicerchio delle nostre tende nella zona patio dyining dove ceniamo e socializziamo<span>  </span>a lume di lampada a gas.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Oggi è stato il primo giorno di Safari, siamo partiti da Nairobi abbastanza tardi, alle 11:30 c.ca perché abbiamo dovuto “schedule in” e organizzarci. Siamo partiti prima in sei su un fuoristrada per poi riunirci ad un gruppo proveniente<span>  </span>già da altri giorni di safari su un big Truck incontrati in un luogo di sosta<span>  </span>ad una T stradale appena scesi nella estesodontica RIFT VALLEY.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span lang="IT">L’attuale gruppo con cui stiamo safaring e composto in totale da 13 elementi (guida e chef a parte), di cui: Papà &amp; I , una coppia di G.B. di Oxford, Susan e Matt, una coppia di London , Ruth e Nick, 3 Canadesi sciolti, 2 cugine Kylah e Krista, Joshua un lonely traveller, infine 4 olandesi variamente imparentati (Michael, Ruth, Rebecca e la mamma). Sono tutti abbastanza spigliati e simpatici e ognuno ha un particolare accento di inglese,( that’s very good for my listening oh yeah!), papà invece brancola un pochino, però alla fine riesce comunque a comunicare rimanendo simpatico<br />
<img class="size-full wp-image-20 alignleft" title="canadesi-preparano-pranzo" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/canadesi-preparano-pranzo.jpg?w=594" alt="canadesi-preparano-pranzo"   /></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span lang="IT">Dopo aver incontrato il gruppo e essere ripartiti in fretta per il Masai facciamo la prima tappa-pranzo (primo pranzo in stile safari per la sottoscritta) in una arida sterpagliosa<span>  </span>landa a lato strada<span> dove un gruppetto di Masai pascolavano un<span>  </span>greggie con tanti graziosi agnellini.</span></span></p>
<p><img class="size-full wp-image-22 alignright" title="raffaella-e-pastori-masai" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/raffaella-e-pastori-masai.jpg?w=594" alt="raffaella-e-pastori-masai"   /></p>
<p class="MsoNormal">La cosa buffa è che noi osservavamo i Masai pieni di stupore e curiosità e loro guardavano noi ridacchiando divertiti delle<span>  </span>nostre strane abitudini. Appena si sono avvicinati ho attaccato bottone con l’unico che parlava inglese, un ragazzo di 20 anni molto aggiornato sui moderni costumi sociali, almeno per quanto mi aspettavo io da un appartenente di una Masai tribe. Egli era a conoscenza del fatto di condurre un tipo di esistenza“particolare”, o almeno<span>  </span>di apparire tale ai miei occhi e da questa<span>  </span>consapevolezza scaturiva la sua grande apertura. Prima di me, egli è riuscito a trovare i punti di sostanziale contatto su cui potevamo confrontare le nostre esistenze così stutturalmente diverse. Nonostante questa consapevolezza quasi antropologica, cosi decontestualizzata egli aveva (molto consapevolmente dunque) scelto di rispettare le sue tradizioni, a 20 anni aveva già due mogli e vestiva il tipico drappo rosso a scacchi blu-giallo- sulla spalla e intorno alla vita.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Così siamo ripartiti verso il Masai Mara<span>  </span>su una strada poco asfaltata e molto dissestata per sul nostro big Truck senza sponde né finestrini, ma solo di <img class="size-thumbnail wp-image-24 alignleft" title="truck-pranzo-verso-mara3" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/truck-pranzo-verso-mara3.jpg?w=128&#038;h=87" alt="truck-pranzo-verso-mara3" width="128" height="87" />materiale di stoffa avvolgibile che permette un gradevole open-air tour. Io in particolare mi sono messa nell’ultimo posto affianco al finestrino con il sedile più alto rispetto agli altri e seduta altezza vuoto provando ad ognisobbalzo del camion tra le sterpaglie l’ebbrezza caduta in corsa, not bad!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> Dopo essere passati da una piccola cittadetta assai colorata e animata di nome Narok<span>  </span>siamo finalmente entrati nel Masai Park dove con grande fortuna abbiamo subito pizzicato un branco di LEONI che sonnecchiavano sazi tra le sterpaglie noncuranti del nostro passare, poi abbiamo visto le ZEBRE, ANTILOPI, GNU, STRUZZI, BUFALI AFRICANI,<span>  </span>per ultima e più rara<span>  </span>una IENA RIDENS sola soletta che si è fatta una bella risata….poi abbiamo visto ancora gli ELEFANTI con tanto di piccino , 2 belle GIRAFFONE Masai a tinte tipicamente locali diverse dalle nostrane.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">A tutto e a tutti abbiamo scattato dozens di fotos e filmati, nel complesso abbiamo totalizzato un buon punteggio al SAFARI GAME today, possiamo ritenerci ben soddisfatti!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Verso le 18 siamo arrivati al campsite abbiamo preso posto nelle tende già lì pronte per noi e abbiamo consumato una cenetta coi fiocchi preparata per noi dal nostro team , si è chiacchierato e riso tutti insieme e deciso il programma di domani con la guida.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Dopodiché saputa l’ora del risveglio stabilita per l’indomani siamo corsi tutti alle nostre tende per dormire il più a lungo possibile.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">P.S. Il nostro team ha portato pure una cassetta di birra ovviamente TUSKER<span>  </span>BEER (birra keniota) qui costa 100 scellini kenioti a bottiglia, ma non si paga subito, c’è un foglio su cui dobbiamo annotare il nostro nome e il num di beers prese dalla cassetta.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">LALA SALAMA=good night!</span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/whiteafricans.wordpress.com/19/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/whiteafricans.wordpress.com/19/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/whiteafricans.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/whiteafricans.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/whiteafricans.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/whiteafricans.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/whiteafricans.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/whiteafricans.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/whiteafricans.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/whiteafricans.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/whiteafricans.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/whiteafricans.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/whiteafricans.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/whiteafricans.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/whiteafricans.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/whiteafricans.wordpress.com/19/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=19&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>12 SETTEMBRE 2004</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2004 11:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>whiteafricans</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Partenza da Roma Tiburtina h. 22:36 direzione Fiumicino airport. Mamma ci ha accompagnati alla stazione e mentre ci salutavamo un sentimento di tristezza ci ha unito… , ma nella vita senza un po’ di incoscienza non si vive bene anzi non si vive affatto, questo mum oggi ci ha detto ed è vero perchè  per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=whiteafricans.wordpress.com&amp;blog=1960267&amp;post=13&amp;subd=whiteafricans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><br />
</span></p>
<p class="MsoBodyText"><span lang="IT">Partenza da Roma Tiburtina h. 22:36 direzione Fiumicino airport. Mamma ci ha accompagnati alla stazione e mentre ci salutavamo un sentimento di tristezza ci ha unito… , ma nella vita senza un po’ di incoscienza non si vive bene anzi non si vive affatto, questo mum oggi ci ha detto ed è vero perchè<span>  </span>per andare in Africa ci vuole un po’ di sana incoscienza, anche di +… visto che non sappiamo nemmeno a quale tipo di <span>FIERE </span>andiamo incontro, siano esse animali o anche più umanoidi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>H 0:40 Siamo nella sala d’attesa del nostro gate, abbiamo ultimato tutte le pratiche aeroportuali e ritirato tutte le board cards di cui avremo bisogno in questo lungo viaggio di ANDATA. Ho estratto il CDMAN<span>  </span>per ascoltare un po’ di musica rilassante ed è uscito fuori un CD non mio dove vi è un’intera recitazione della Divina Commedia, strana coincidenza: il viaggio dei viaggi nel mio primo Viaggio con la V maiuscola!!! Ho messo le cuffie a papa per farlo stupire e oltre a meravigliarsi di gioia mi ha confiscato il suo disc-man e ora è steso sui sedili dell’aereoporto senza scarpe, in gran relax immerso nei gironi danteschi….. meno male che il disc-man non lo voleva portare….(“ma che ci fai con quel coso, io ascolterò solo il suono dell’Africa..”) ! </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Vedo in lui il primo slancio di cambiamento verso una liberazione dai social-civili costumi, infatti che si sia tolto le scarpe<span>  </span>chiedendomi se sia il caso o meno, chiedendolo proprio a me , la regina del punk-core-easy- stay-travelling è il primo passo lo sento. Tra una settimana lo vedrò ballare nudo vestito solo di disegni tribali sul dorso e sulle gote, a saltare a ritmo di terra e aria assieme ai guerrieri Masai ???</span></p>
<p class="MsoBodyText2"><span lang="IT">Non credo, i Masai sono tribù dai confini troppo serrati per dare ospitalità ad un bianco sudaticcio e paffuto che stanco di una agiata vita al sicuro dietro i pilastri della società occidentale va a cercare ossigeno nella terra madre di tutte le terre. Masai non diventeremo forse, però sicuramente questo viaggio ci cambierà dentro, tanto. Io ancora non so come, non so nemmeno, che tipo di sensazioni riceverò, mi limiterò a descriverle non appena sgorgheranno fuori dalle cose intorno a ME..</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">H 6:00 (credo)sorvoliamo Mama Africa</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Il sipario del giorno si apre su una distesa infinita, illimitatamente estesa che sugli atlanti si Chiama DESERTO del SAHARA. Dapprima ha l’aspetto di un drappo inviolato da vita umana, srotolato sotto il cielo, solo la punta del dito del vento traccia<span>  </span>dolci cerchi e morbide onde<span>  </span>sulla sabbia vellutata. Man mano che andiamo più verso sud la sabbia diventa più grossa e sassosa, anche i<span>  </span>disegni che dall’alto si fantasticano sono più monotoni e squadrati, righe diritte che formano strapiombi, piccole gole e rilievi.<span>  </span>Mentre il sole si alza, la luce da rossa coltre leggera come un petalo di aurora posato sulla linea d’orizzonte diventa sempre più dilagante, si gonfia in cielo e violenta la vista sensa scampo per il deserto. E la distesa quasi infinita diventa un recipiente che riflette la luce del sole in una completa assonanza, come a creare un tutt’uno di significato in un disegno nascosto che solo Dio sa spiegare e forse anch’io potrò darci una sbirciata quando tornerò da this trip.</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><strong>ADDIS ABABA</strong> 12/09/04</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Arrivo h 9:35 la stazione è luminosa, pulita e accogliente, ci sono persino una sala di preghiera per uomini e un’altra per<span>  </span>donne, ovviamente di religione musulmana. Ho fatto il mio primo acquisto in un negozietto traditional ethiopian<span>  </span>e per 5 euro ho comprato un drappo celeste bellissimo che userò come copricapo nella savana.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ho dormito fin’ora da una panchina all’altra, la nottata quasi in bianco inizia a farsi sentire, anche a papà vedo che gli crolla la testa.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Abbiamo fatto il check-in stiamo aspettando il boarding, sono le ore 12:00 e<em> il nostro volo fa via Nairobi e termina a ENTEBBE in UGANDA, ma noi scenderemo a Nairobi.</em></span></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT">La nostra vicina di posto da Roma va anche lei in Kenya, è nativa di Nairobi ma di Italiani manco uno, meglio così!</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><strong>ARRIVO A NAIROBI</strong><span>  </span>14:35 circa</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT">Subito veniamo fermati dalla guardia sanitaria perché passando anche solo per due ore da Addis potremmo avere contratto la FEBBRE GIALLA (!) e quindi senza certificato di vaccinazione internazionale contro la febbre gialla non ci può far passare, alternativa : 10 giorni in quarantena, impossibile! Via d’uscita: commuoviamo anzi corrompiamo la medica capa con belle parole e 20 dollari, papà è stato di manica molto larga.</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><span> </span>Il taxi ci aspetta all’aereoporto, qui siamo veramente nel famigerato terzo mondo. Strutture in legno mezzo fradicio che odora di malaria, occhi assorti a cercare di campare, man mano che in taxi mi si snodano davanti gli universi di questa a me nuova (ma + antica che vi sia) realtà inizio a sentire col corpo con i sensi tutti, con la mente che inizia a girare in un altro way, che sono in un MONDO MAI VISTO PRIMA. Per la prima volta dopo anni di viaggi in cui cambiavano solo le forme ed i colori dell’organizzazione umana global-capitalista che si ripeteva con i suoi cliché, stessi pensieri, stesso spartire il tempo tra i bar, shopping, cultura varia ma sempre in vendita, per <span> </span>LA PRIMA VOLTA sento che sono una straniera in un mondo che capisco solo apparentemente e che solo finge di capirmi, almeno per ora.</span></em></p>
<p><img class="size-full wp-image-70 alignright" title="hotel-terminal" src="http://whiteafricans.files.wordpress.com/2008/11/hotel-terminal.jpg?w=594" alt="hotel-terminal"   /></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT">Siamo ora all’hotel Terminal, modesta, quasi fatiscente pensione, tipicamente locale, immagino. Per i particolari rimando al fedele occhio della mia telecamera che ritrae la realtà così come è permettendomi di librarmi in voli pindarici e considerazioni affrettate senza dover troppo rispettare l’oggettività descrittiva del<span>  </span>must cronachistico .</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> Passato il primo momento di panico: puzza di umidità nella stanza, vista su cortile,aspetto mobili legno verniciati a pennello, cesso anteguerra con tubatura esterna, pavimento in peperino, il TERMINAL non è niente male: lenzuola brutte ma pulite, bei letti, zanzariere dappertutto asciugamani puliti. Ci troviamo già bene, c’è tutto quello che ci occorre e siamo cosi stanchi. Raffaella crolla e dorme, pisolo anch’io poi chiedo dati e informazioni al portiere e mi sento tranquillo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Non usciremo perché la domenica è ancora più pericoloso, ceneremo al DOVE CAGE RESTAURANT a fianco all’hotel e ci riposeremo; con calma scrivo tanti sms a Doretta, alle sette arriva l’acqua calda e ci facciamo la doccia etc. etc._</span></p>
<p class="MsoBodyText"><span lang="IT">La cena è un po’ una delusione: mi aspettavo un locale fumoso, affollato, allegro invece è semivuoto (è domenica), una televisione gracchia di lotta giapponese, io scelgo una soup che risulterà fatta di midollo e ossa finemente triturate (di beef); Rae indovina il piatto completo con Tilapia è buono, io mangio un piatto ricco di vegetali con un filetto incorrodibile e immasticabile. Si guarda un po’ la TV poi su a letto per recuperare energie. </span></p>
<p>&lt;!&#8211;[if gte vml 1]&gt; &lt;![endif]&#8211;&gt;</p>
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